Malatesta

I Malatesta (più correttamente, dal latino “de Malatestiis”, Malatesti), signori di Verucchio, furono una famiglia italiana che dominò la Romagna, in particolar modo Rimini e il suo territorio dal 1295 al 1528, e, nel periodo di massima influenza, estese i propri domini fino ai castelli settentrionali di San Marino e oltre. Le prime notizie documentate riguardano un signore di Ravenna dell’XII secolo, di nome Giovanni, presunto progenitore della famiglia. Il nome Malatesta risalirebbe al X secolo e sarebbe da riferire ad un esponente della progenie, Rodolfo, che avrebbe dimostrato coraggio e tenacia nel difendersi dagli attacchi esterni.

Malatesta da Verucchio (morto nel 1312) fu un condottiero guelfo che ottenne la carica di podestà di Rimini nel 1239 e, dichiarandosi signore della città, decretò l’espulsione di tutte le famiglie ghibelline rivali nel 1295. Suo figlio Giovanni Malatesta (detto Gianciotto) divenne famoso per la tragedia che lo vide coinvolto (forse a Gradara) nel 1285 quando uccise sua moglie Francesca da Polenta e il suo proprio fratello minore Paolo, scoperti in adulterio. Questo sfortunato amore fu descritto da Dante nel V canto dell’Inferno.

Nel XIV e XV secolo i Malatesta conquistarono numerose città della Romagna e delle Marche, comprese Pesaro, Fano, Cesena, Fossombrone e Cervia. A sud, il loro dominio si estese fino a Monte San Vito, presso Ancona, che, dunque, rappresentava la propaggine più meridionale della signoria malatestiana. Verso sud-ovest la signoria comprendeva Sansepolcro (1380-1430).

Nel 1320 aderì spontaneamente alla repubblica di San Marino il castello di Chiesanuova (Busignano). Nel 1463 San Marino durante la guerra contro i Malatesta occupò i castelli di Serravalle (Olnano), Fiorentino, Domagnano (Monte Lupo), Montegiardino e aderì volontariamente alla repubblica il castello di Faetano: le suddette località facevano parte dei loro domini.

Molti Malatesta furono condottieri al servizio di alcuni Stati italiani. Il più famoso fu Sigismondo Pandolfo Malatesta, che fu in guerra per vari anni con il Papa e il ducato di Urbino. Suo nipote Pandolfo fu infine espulso da Rimini nel 1500 da Cesare Borgia e la città fu annessa allo Stato Pontificio nel 1528.