Farnese

La famiglia Farnese fu un’influente famiglia del Rinascimento italiano. Già a partire dal Quattrocento, infatti, il territorio posto sotto la loro influenza si estendeva fino a comprendere la sponda occidentale del lago di Bolsena, comprese le due isole (Martana e Bisentina) e la fascia di territorio compresa tra i Colli Vulsini ed il mare, fino a Montalto. L’artefice di questa espansione fu Ranuccio il Vecchio, figlio di Pietro e fratello di Bartolomeo, il capostipite del ramo di Latera. Ranuccio, già dal 1408, possedeva il vicariato di Latera. Nel 1416 Siena lo nominò capitano generale dell’esercito contro il conte di Pitigliano (un Orsini); con la vittoria del 1417 Ranuccio venne nominato Senatore di Roma. In virtù della sua amicizia con la famiglia Colonna e, in special modo con papa Martino V venne in possesso del castello di Piansano; grazie poi ai favori di Papa Eugenio IV poté accumulare maggiori ricchezze, inserire il casato Farnese tra le grandi famiglie romane, occupare le terre di Valturano, Latera, il castello di Marta, di Montalto, parte dei territori di Tessennano, Canino e Gradoli (tra il 1431 ed il 1436). Nel 1434 lo stesso Pontefice gli conferì le insegne della Rosa d’Oro ed il Gonfalone della Chiesa. Ranuccio sposò Agnese Monaldeschi. Fra i molti figli che ebbero, i più importanti furono: Pier Luigi e Gabriele Francesco, che in seguito sposò Isabella Orsini e da cui venne il ramo che continuò le gesta militari della famiglia, ramo che però si estinse alla terza generazione. Ranuccio morì il 10 agosto 1450.

Dopo la morte di Ranuccio il Vecchio, la politica di avvicinamento della famiglia alla corte papale non si fermò, anzi, grazie al matrimonio tra Pier Luigi Seniore, figlio di Ranuccio, e Giovannella Caetani, figlia di Onorato signore di Sermoneta, si trovarono imparentati con una discendente di papa Bonifacio VIII e quindi con gran parte della nobiltà romana. Da questo matrimonio nacquero questi figli: Angelo, Alessandro, Girolama e Giulia “la bella”. È proprio grazie a questa “gran dama” che i loro figli Giulia ed Alessandro, prima cardinale e poi papa, riusciranno a distinguersi nel panorama dell’aristocrazia romana.

Alessandro nacque il 28 febbraio 1468 nella Rocca di Canino. Pochi anni dopo i Farnese abbandoneranno questa residenza per trasferirsi a Valentano. Dal 1487 al 1489 Alessandro studiò presso la scuola dell’umanista Pomponio Leto a Roma e presso l’Accademia di Lorenzo de’ Medici a Firenze, mostrando grandi doti intellettive. Nel 1491 fu segretario e notaio apostolico; nel 1492 fu tesoriere apostolico; nel 1493 papa Alessandro VI Borgia gli concesse la porpora cardinalizia. Nella Città Eterna non si parlava d’altro che della tresca tra il Papa e Giulia “la bella”, sorella di Alessandro. Il famoso Pasquino tuonò contro Alessandro ed Ippolito d’Este, i due neocardinali, con questa quartina: «Alessandro, tu devi a tua sorella / Giulia il cardinalato, ché la gonna / alzò, e tu, Ippolito, a madonna / Adriana, che un tempo fu sì bella». Ma il popolo fu ancora più pungente definendo il “Cardinal Farnese” “Cardinal Fregnese”. Comunque nonostante queste maldicenze la sua carriera non si interruppe e nel 1494 fu nominato legato del Patrimonio di San Pietro in Tuscia. Infine, pur non essendo ancora sacerdote, nel 1499 fu vescovo di Montefiascone e Corneto.

Mentre Alessandro si faceva strada alla corte di papa Borgia, Giulia si divideva tra il feudo del marito Orsino Orsini e la stanze di Alessandro VI; Girolama si era sposata con un Pucci di Firenze ed Angelo, il maggiore dei figli di Pier Luigi Seniore (morto nel 1489), rivestiva il ruolo di “capo della casata” e, dalla Rocca di Valentano, si occupava dei possedimenti familiari. In questo periodo la loro dimora, in occasione del matrimonio con Lella, figlia di Nicola Orsini di Pitigliano, avvenuto nel 1488, si arricchì di uno splendido cortile con colonnato inferiore e loggia superiore. Sui capitelli del colonnato oltre alle armi delle due famiglie, sono scolpiti gli auguri di fertilità e prosperità per la coppia con la rappresentazione allegorica della fioritura del giglio farnesiano e la decorazione a trofei. Angelo Farnese morì a Capodimonte nel 1494 e Lella Orsini, per essere fedele al giuramento coniugale si fece suora di clausura nel Monastero delle Murate a Firenze. Nonostante Alessandro fosse considerato una creatura di papa Borgia, il suo successore ed avversario, papa Giulio II, lo portò dalla sua parte nominandolo Legato della Marca anconitana (1502). In questo periodo ebbe una relazione illecita con Silvia Rufini, vedova di Giovanni Battista Crispo, da cui ebbe quattro figli: Pier Luigi (1503) e Paolo (1504), legittimati proprio da Giulio II, Ranuccio e Costanza. Nel 1509 fu nominato vescovo di Parma e nel giorno di Natale del 1519 vi celebrò la prima messa dopo la sua ordinazione sacerdotale. La sua ordinazione coincise con un cambiamento radicale di mentalità e di autodisciplina, teso alla purificazione dei costumi che sarà lo spirito guida del Concilio di Trento. Il 13 ottobre 1534, all’età di 67 anni, dopo un conclave durato due giorni, salì al Soglio pontificio con il nome di Paolo III. Il nuovo Papa sostenne lo sviluppo di nuove congregazioni religiose: i Teatini, i Barnabiti e le Orsoline e sostenne, con la bolla Regiminis militantis ecclesiae del 27 settembre 1540, sia la Compagnia di Gesù, che la congregazione dell’Inquisizione romana, organismo nato per la lotta contro l’eresia, con pieni poteri censori ed esecutivi. Il suo operato fu però macchiato, in modo evidente, dal nepotismo: immediatamente dopo la sua elezione creò cardinali i nipoti Alessandro, figlio di Pier Luigi e Guidascanio Sforza, figlio di Costanza. Ma la sua creatura prediletta era il figlio maggiore Pier Luigi, sposato con Gerolama Orsini di Pitigliano dal 1519.