Il Trecento di Monselice

Il Trecento di Monselice
Il Trecento di Monselice

Nel XI sec. l’aumento della popolazione favorisce il sorgere di nuovi agglomerati e nel sec. XIII Monselice diviene territorio dell’impero di Federico II di Svevia e, sotto il diretto controllo di Ezzelino III da Romano, vicario dell’imperatore, viene ingrandito e migliorato il sistema difensivo che arriva a includere, all’interno di una importante cinta muraria, l’intero abitato (si devono ancora a Ezzelino da Romano la costruzione del Mastio sulla sommità della Rocca, la Torre Civica e il Palazzo, attualmente detto “di Ezzelino”). Il Trecento è un secolo di lotte accanite e Monselice viene a trovarsi al centro di continue operazioni militari con conseguenze pesanti per gli abitanti. La prima guerra che Monselice subisce in questo secolo è quella scatenata da Cangrande della Scala e continuata poi da Mastino II, i quali volevano estendere il loro dominio su larga parte dell’Italia settentrionale e centrale.

Nel loro cammino tuttavia trovarono ad ostacolarli Firenze, i Visconti di Milano e soprattutto Venezia, che temeva di venire a trovarsi isolata sullo stretto lembo della laguna veneta. Gli scaligeri, nel loro progetto di conquistare Padova, tentano un primo attacco contro Monselice nel 1314, senza che questo abbia successo. La fortuna gli arrise nel 1317, quando riuscì a penetrare nella città e accingere d’assedio la Rocca nella quale s’era rifugiato l’allora podestà Bresciano de Buzzacarini. L’assedio non durò a lungo, infatti i Paltanieri convinsero il podestà a cedere la Rocca agli Scaligeri.

Dagli Scaligeri ai Carraresi

Dopo Monselice venne il turno di Padova. A questo punto Venezia si intromette nella guerra, preoccupata per i disagi che procurava alla sua economia, e anche per il continuo espandersi della potenza scaligera. Nel febbraio del 1318 si giunge pertanto alla firma di un trattato di pace tra Padova e Verona, alla quale va una fetta consistente del territorio posti a sud di Padova. Ma era una pace molto debole, Padova veniva a trovarsi in una situazione alquanto precaria, persa la Rocca monselicense era esposta con facilità ad ogni attacco che le si muovesse. Cangrande scatenò nuovamente le ostilità contro Padova e solo con il nuovo intervento di Venezia si concluse una nuova pace. I Veronesi continuarono a stringere d’assedio la città, ma nel 1320 in luglio subirono un rovescio da parte dei padovani al Bassanello, mettendoli in fuga. Le truppe dei da Carrara giunsero a cingere d’assedio Monselice, ma per timore di un ritorno dello Scaligero ritornarono a Padova, stipulando un terzo trattato di pace.

Quattro anni più tardi, nel giugno del 1324, sono i Padovani a prendere l’iniziativa attaccando i territori scaligeri arrivando fino a Monselice, ma senza riuscire a conquistarla. Nel 1234, morto Iacopo da Carrara, gli succedette Marsilio II, che aveva ottenuto la protezione veneziana. Le ostilità durarono fino al 1328, quando Marsilio ridotto allo stremo delle forze cedette Padova. Marsilio accetto di rimanere con le funzioni di vicario del Cangrande, il quale morirà nel 1329.

Il successore Mastino della Scala, preoccupandosi delle possibili reazioni di Venezia, mandò Marsilio a negoziare con la città lagunare. In realtà il Carrarese negoziò per stesso. Ottenendo, infatti, che Venezia gli garantisse il possesso di Padova, Monselice, Este, Castelbaldo, Cittadella e Bassano, dandogli in cambio garanzie economiche e l’impegno di una alleanza difensiva. Nel 1336 si arrivò all’inevitabile guerra tra Venezia e Verona. Nonostante i ripetuti attacchi condotti contro la città, gli assedianti non riuscirono a penetrare nella cinta muraria di Monselice; le ferocie, da una parte e dall’altra si sprecavano. Ubertino da Carrara, succeduto nel frattempo a Marsilio II, visto che con i mezzi normali non riusciva, ricorse al tradimento (per mezzo di un tale Galmarella o Gallinarella riuscì a corrompere alcuni soldati della guarnigione). Il 27 novembre 1338 la Rocca cadeva e Padova riacquistava come suo territorio Monselice. Con la pace di Venezia del 1339 si sancisce la sconfitta definitiva degli Scaligeri, il ritorno dei da Carrara a Padova (sotto l’influenza veneziana) e l’acquisto di alcuni territori della terraferma (Treviso e la Marca Trevisana) da parte Venezia. Ubertino da Carrara conquista Monselice il 19 agosto 1338 e per la città iniziò un cinquantennio di pace sotto i Carraresi con la tutela dei veneziani.

Dai Carraresi ai Visconti

Nel 1356 Treviso viene assediata dagli Ungheresi e Venezia, che aveva appena concluso una pace con Genova, non era nelle condizioni migliori per contrastare questo pericolo. Francesco il Vecchio (Francesco I da Carrara) si rende conto della possibilità che ha di sbarazzarsi di una rivale pericolosissima. A Venezia, che gli chiedeva aiuto, rispose con l’accordarsi con gli Ungheresi, i quali in breve tempo giunsero ad assediare Mestre, costringendo ad una pace durissima i Veneziani, che perdevano la Dalmazia. Il Carrarese ottiene di fare incetta di sale, intaccando il monopolio di Venezia e continua apertamente ostile. Alcuni anni dopo le cose vanno meno bene per il signore di Padova, infatti la Serenissima, nella nuova guerra con gli ungheresi, li sbaraglia e Francesco il Vecchio si vede costretto a chiedere pace, mandando nel 1373 il proprio figlio Francesco Novello, accompagnato da Francesco Petrarca, ad ottenere il perdono dalle autorità veneziane. L’occasione di un nuovo intervento contro Venezia è offerta dalla guerra che, a partire dal maggio del 1378, questa sosterrà nei confronti di Genova per il possesso del Levante dell’isola di Tenedo. Francesco da Carrara si trova naturalmente alleato con l’ungherese del tentativo di schiacciare definitivamente la potente vicina. Venezia invece aveva tra i suoi alleati i Visconti, signori di Milano. All’inizio la città lagunare subì dei rovesci militari, che portarono Genova, Carraresi ed Ungheresi ad accerchiarla. Ma nel 1380 dopo estenuanti lotte i Veneziani riuscirono a conquistare buona parte dei territori perduti, costringendo i propri nemici alla pace di Torino del 1381. Ancora una volta Francesco il Vecchio dichiarava la propria sottomissione a Venezia, conservando la signoria su Padova. Il carrarese, tuttavia, non restava con le mani in mano; a suon di monete nel 1384 acquistava dal duca d’Austria: Treviso, Conegliano, Ceneda e Serravalle; due anni dopo si assicurava il possesso di Feltre e Belluno. La situazione diventa insostenibile per Venezia, infatti successivamente i Carraresi si erano uniti ai Visconti per distruggere gli Scaligeri e impossessarsi delle loro terre. Nel 1387 abbattuta la signoria scaligera Giangaleazzo Visconti conquista Verona. Per i Carraresi ora iniziano le sventure, infatti nel 1388 i signori di Milano diventano loro nemici attratti da Venezia. In breve tempo i territori carraresi vengono conquistati, Monselice vedrà nel 1388 sventolare il biscione sulla propria Rocca.

Dai Visconti ai Veneziani

Venezia preoccupata della potenza viscontea, fa rinverdire i destini dei da Carrara. Francesco Novello da Carrara, fuggito dalla prigionia dei Visconti, ottiene truppe , armi e denaro da venezia e nel 1390 ritorna a Padova e nel giugno dello stesso anno riconquista Monselice. Le vicende dei da Carrara e di Monselice sono ormai legate a doppio filo alle imprese di Venezia, che vede ormai nella terraferma il suo sbocco naturale. Una volta sconfitti i Visconti, la vedova di Giangaleazzo si accordò con Francesco Novello cedendogli Bassano, Feltre e Belluno. Questi non riteneva sufficienti i territori datigli e nel 1403 si allea con gli Scaligeri e gli Estensi: questo sarà l’errore mortale per i Carraresi. Venezia a questo punto accetta di allearsi nuovamente con i Visconti, nel frattempo Francesco Novello aveva promesso Verona agli Scaligeri pur di ottenere Vicenza. La città per non cadere nelle mani carraresi fa atto di dedizione a Venezia, la quale invitava il signore di Padova a sgombrare dai territori vicentini occupati in quanto ormai facenti parte della repubblica di Venezia. Il Novello cercò di avviare trattative con il Senato veneziano, il quale non recedeva dalle sue richieste. Si giunse così alla guerra. Il da Carrara aveva provveduto a fortificare i confini e si era alleato con gli Estensi. Questi ultimi nel marzio del 1405 vengono sconfitti e stipulano la pace con Venezia. Monselice, roccaforte difensiva per la città di Padova, vede arrivare i Veneziani sotto le sue mura il 22 maggio 1405.

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